Rotte di viaggio tra cura di sè e stili di vita condivisi


L’attenzione agli altri non è diversa dalla conoscenza di sè perchè imparare a leggere le emozioni, i comportamenti e i sentimenti al di là delle parole implica una grande serenità che consente di armonizzare competenze pratiche ma soprattutto emotive. L’attenzione agli altri quindi si accompagna in modo imprescindibile alla cura educativa. Per fare questo però occorre ritrovarsi in un contesto favorevole fatto di  ascolto ma anche di tempo gestito in modo diverso perchè la realtà di tutti i giorni è determinata da innumerevoli sfaccettature e conoscerle implica prendere coscienza di sè e delle relazioni con gli altri. Trovare l’equilibrio vuol dire imparare a dedicare spazio  a sè e agli altri in egual misura per scoprire pochi ma essenziali punti di riferimento, per questo é bene procedere con metodo ed  in modo costante. Si tratta di cercare una sintesi tra il proprio modo di essere e la curiosità di conoscere l’altro dove nel mezzo sta sicuramente il desiderio di armonizzare progetti, sogni e desideri personali con quelli degli altri. In fondo la  capacità di ragionare, la voglia di vivere, condividere e la speranza costituiscono una fonte di energia unica. Ci vuole coraggio per aprirsi a nuovi spazi dove ognuno può trovare il proprio posto e la propria occasione per realizzare le aspettative personali. Se si considera tutto questo in termini di investimento è facile trovare il tempo e le energie per crescere insieme, esplorare nuove possibilità e fare ricorso a tutte le energie che si possono mettere in campo. Insieme è possibile cogliere  l'occasione per creare nuove storie facendo  leva sulle memorie delle esperienze di nonni e genitori ma anche sulle prospettive future che i giovani possono regalare. Porsi in relazione è un compito che si costruisce con tanto esercizio, tanta pazienza e con l’obiettivo di costruire una nuova identità per trovare nuove certezze e giungere ad una  visione condivisa del modo di partecipare alla vita con gli altri. In particolare diventano essenziali quei legami di solidarietà tali da permettere di trovare le risorse per sostenersi gli uni con gli altri attraverso un  dialogo ciclico, che si arricchisce nel corso delle varie fasi della vita. Una forma di incontro questa che fa sentire più uniti oltre i limiti che la vita di tutti giorni troppo spesso impone. Infatti consente di lasciarsi alle spalle il pericolo di distrarsi tra le tante sollecitazioni fino ad allontanarsi da questa notevole occasione. Quando l’impegno giunge al punto di  riconoscere il valore dell’essere uniti è possibile anche  riscoprire il senso della parola pace come sinonimo di tranquillità, armonia ed equilibrio interno a sè stessi e nelle relazioni con gli altri. In sostanza è avere massima cura della propria intelligenza emotiva per mettersi anche nei panni dell’altro. Questa è la rotta da seguire per riscrivere il contatto umano: interagire in modo equilibrato e sicuro con l’onestà di non evitare le criticità e i limiti, questi ultimi visti come un’opportunità per distinguersi gli uni dagli altri e così darsi sostegno reciproco.  In questo modo l’ambiente familiare, scolastico e sociale diventano rilevanti con la loro cornice di senso e l’intersecarsi delle strade che ognuno può percorrere. Perchè si impara sopratutto dalle soluzioni quando si ha il coraggio di porre anche in discussione sè stessi e le proprie scelte in modo del tutto responsabile. Mettere a fuoco temi, ruoli ed aspettative aiuta a scoprire realtà nuove che possono trasformare radicalmente, ma di base occorre avere sempre il desiderio del nuovo per imparare a riscrivere i propri orizzonti. Si tratta di una spinta educativa tanto intima quanto umana e vissuta da persone che condividono un profondo senso di appartenenza al proprio 

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