Alleanze educative ai tempi delle relazioni digitali
Riflettere sulla qualità della cura educativa in famiglia, a scuola o nel sociale nell’epoca delle relazioni digitali è una grande sfida. Accedere alla rete è ormai un’operazione che fa parte della quotidianità tanto che lo spazio ed il tempo sono stati completamente ripensati. Anche il rapporto con gli altri è cambiato profondamente perchè è diventato sempre più difficile condividere esperienze ed emozioni in un spazio reale. In questo modo il rischio è quello di perdere di vista la concretezza perchè troppo assorbiti dalla gestione di informazioni e contenuti in spazi virtuali. Al contrario la relazione significativa è fondamentalmente creativa e dinamica perchè permette di comunicare, ascoltare e comprendere gioie, ansie e desideri propri ed altrui, si arricchisce di gesti detti e non detti, quindi si contraddistingue per la sua ricchezza. Ognuno di noi è unico e creativo, estremamente “fluido” perchè in modo del tutto inaspettato sappiamo trovare soluzioni dinamiche ed alternative facendo leva non solo sulle proprie risorse ma anche su quelle sociali. Ciò è confermato dal confronto tra social, AI e relazioni autentiche dal quale emerge che il virtuale è privo di alcune caratteristiche sostanziali come l’educazione all’attesa, alla pazienza e alla capacità di posticipare la risposta immediata. Imparare a negoziare con le persone che riteniamo significative aiuta non solo a cogliere la qualità di ciò che facciamo ma sopratutto a regolare la sintonizzazione emotiva tra ambienti diversi che vanno dalla famiglia, alla scuola fino all’ambiente circostante. Accompagnare al confronto e sostenere la scelta aiuta a mettere in campo con estrema concretezza e lucidità tutte le risorse disponibili. Queste sono azioni essenziali a sostegno di ogni gesto riservato alla cura educativa come l’accettazione che gli esiti possono non essere immediati, oppure soddisfare le aspettative o al contrario sviluppare alternative inaspettate. Da cercatori di relazioni a costruttori di alleanze educative occorre puntare sui valori che nessun social, chabot o ChatGpt può garantire in via esclusiva per permettere ad ognuno di realizzarsi pienamente. Perchè ciascuno di noi attraverso relazioni significative riesce a mettersi attivamente in gioco con un impatto innegabile: imparare a sviluppare uno sguardo attento verso di sè e gli altri. L’intenzione di condividere esperienze, pensieri ed emozioni in uno spazio reale generativo, fatto di luoghi e tempi concreti, non può essere facilmente replicata per il semplice fatto che implica la volontà tutta umana di mettersi in gioco. Cercare valore per dare un senso a quanto si vuole fare è una esperienza unica, perchè ci accompagna con estrema delicatezza alla ricerca di un significato profondo che sa andare oltre la confort zone. Fare esperienza della flessibilità aiuta a crescere nelle relazioni con tutte le loro sfumature perchè si accetta la sfida. Infatti non è sbagliato tornare sui propri passi e percorrere strade alternative, ma occorre coraggio per arrivare in fondo. Al contrario si tratta di una sorta di valore aggiunto che consente una mediazione tra i propri desideri e la realtà con cui si entra in contatto. Così si impara a scegliere perchè si è disponibili a ricercare un rapporto sano e costruttivo con gli altri nel quale riconoscersi. La relazione è generativa nel senso che crea fiducia in modo costante con un movimento tenace che insegna l’arte di prendersi cura di sè e degli altri attraverso lo scambio di buone intenzioni. Nulla può avere più valore della vicinanza vissuta in modo semplice e con coerenza fatta di gesti e di parole che consentono di distinguere ciò che è necessario da quanto è dettato dalla semplice convenienza.
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